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Allergia al nichel? I tuoi geni possono dirtelo

Allergia al nichel? I tuoi geni possono dirtelo

L’allergia al nichel è in costante aumento soprattutto nei paesi indrustrializzati. Non solo perché è contenuto in moltissimi oggetti, accessori e prodotti cosmetici, ma anche perché trovandosi nel terreno e nelle falde acquifere viene assorbito dagli organismi viventi, quindi, è presente in tantissimi alimenti di origine animale e vegetale. Al di là della dermatite allergica da contatto, provocata dagli oggetti o materiali che lo contengono, recentemente è stata osservata una Sindrome sistemica da allergia al nichel (SNAS), caratterizzata dall’insorgenza di sintomi generalizzati (cefalea, orticaria, prurito, dolori addominali, diarrea o costipazione, rinite e asma) che sono strettamente correlati all’ingestione di questo metallo nella normale alimentazione.

Il test genetico è pertanto il punto di partenza per valutare come gli alimenti interagiscono sull’organismo, definendo stili alimentari e comportamentali che siano in grado di ottimizzare l’efficacia dei nutrienti e prevenire eventuali problematiche legate all’assunzione di cibi contenenti elevate percentuali di nichel.

Il test genetico di sensibilizzazione al nichel è stato pensato per aiutare a valutare l’impatto sull’organismo degli alimenti e dei nutrienti in riferimento al proprio DNA, rendendo possibile individuare la presenza di specifiche intolleranze o delle componenti genetiche che portano ad una aumentata sensibilità nutrizionale.

A partire da queste informazioni è possibile agire per evitare o contrastare i disturbi che compromettono la digestione e la salute gastro-enterica: classica sensazione di gonfiore addominale o diffuso, presenza di frequenti mal di testa, pesantezza dopo i pasti, sonnolenza e minor efficienza psico-fisica.

Vi sono molti geni coinvolti e in alcuni di essi sono state identificate variazioni genetiche che possono influenzare la predisposizione all’allergia al nichel.

Il test genetico di sensibilizzazione al nichel si basa sull’analisi del DNA per la valutazione dell’intolleranza a tale metallo, analizzando la ricerca della variazione 2282del4 nel gene FLG e 308G/A nel gene TNFa.

Il gene TNFα è coinvolto nella risposta infiammatoria da contatto con allergeni e quindi ad un aumento della probabilità di sviluppare una sensibilità al nichel. Il polimorfismo nella posizione -308 è associato ad una maggiore produzione di TNFα, che è un potente attivatore di cheratinociti (le cellule più abbondanti dell’epidermide). Da qui la connessione tra questo polimorfismo e aumento del rischio di ipersensibilità verso il nichel.

Il gene FLG codifica per la filaggrina, una proteina che fa parte dello strato cellulare profondo dell’epidermide, ha la funzione di garantire l’idratazione e di barriera epidermica, fornendo protezione della pelle da agenti esterni. Il polimorfismo è associato ad ridotta espressione genica, con conseguente accentuazione della sensibilità verso gli allergeni come il nichel.

La genotipizzazione non può diagnosticare definitivamente l’allergia al nichel, ma può individuare il rischio di sviluppare l’allergia al nichel sia da contatto che da alimenti.

È infatti consigliato a chi ha familiari affetti da Sindrome sistemica da allergia al nichel. Il test genetico di sensibilizzazione al nichel è un test non invasivo che permette di valutare la suscettibilità genetica al nichel mediante l’impiego di uno speciale tampone che viene strofinato sulla mucosa orale per raccogliere cellule contenenti il DNA. Il test non è diagnostico, ma fornisce informazioni utili alla diagnosi. Un risultato negativo permette di escludere l’allergia al nichel, mentre un test positivo pur non essendo indicativo di diagnosi, consente di stimare il rischio di sviluppare la malattia e di attuare approfondimenti diagnostici (prick test e patch test).

Per informazioni chiama lo 0942.24444